tradimenti
Vendo la mia ragazza ad un vecchio porco
08.09.2025 |
16.291 |
17
"“Ora proviamo un altra posizione troia” ne avrebbe provate molte nel corso della serata, lui sudava come un maiale, d’altra parte l’unico muscolo allenato di tutta la sua carne doveva..."
Prima di cominciare questo racconto vorrei confessarvi che si tratta di una situazione realmente accaduta, è il racconto di un ricordo e spero che a voi piaccia, ma io l’ho voluto scrivere perché scrivere è come rivivere e forse se una esperienza non viene scritta si perde in confuso sogno. Così per non perdere le immagini di quel giorno con Dafne ho scritto in fretta questa cronaca. Dafne la mia ragazza, la mia ossessione.
“Sai Orazio” mi disse il vecchio, mentre lei stava accoccolata tra le sue braccia nuda e soddisfatta, con il suo corpo da dea, bellissimo nella penombra: “conosco i tuoi pensieri e le tue passioni, perché sono state anche le mie, anche io da ragazzo ho adorato la mia Elena, anche io impazzivo di gelosia e desiderio vedendola tra le braccia di altri uomini. Come te, anche io, alimentavo il mio amore, concedendo il mio tesoro a maschi rapaci e brutali”.
Dicendo questo accarezzava i fianchi di Dafne che gli stava accanto sdraiata come una gatta.
“La realtà è che della bellezza non ci sì può mai saziare” disse ancora serio e parlando più con sé stesso che con me, seguendo i suoi pensieri ossessivi: “anche se avessimo i cento occhi di Argo e cento cazzi e mani… non riusciremmo a saziarci di lei: vero Dafne ?” Lei sorrideva accarezzando il suo torace, con promesse nascoste e misteriose nello sguardo.
Questa è la scena finale, ora riavvolgiamo il nastro del racconto.
Un uomo non conosce mai la propria donna fino a quando non la porta in “dono” a un altro uomo.
Con Dafne abbiamo cominciato qualche tempo fa ad aprirci a queste esperienze, così ho potuto conoscere questa passione di essere dominata ed usata, passione che però confligge con la sua timidezza e la sua paura. Una combinazione esplosiva per una mente “pericolosa” come quella del vecchio.
Abbiamo messo un annuncio con delle foto di Dafne. Avevamo specificatio che non avremmo voluto incontrare uomini troppo avanti con gli anni, in qualche modo lui però ci colpi con una qualche trovata che non ricordo, cosi accettammo un incontro per conoscerci.
Per capisci lui ha più di cinquant’anni mentre noi siamo una giovane coppia di trentenni.
Ci incontrammo in un ristorante con un giardino all’aperto. Lui ha una bella conversazione, per avere là sua età è un uomo piacevole, ma fuori forma, con una pancia troppo prospicente.
I capelli ancora neri la barba brizzolata due occhi da lupo con belle sopraciglia ad ala di gabbiano.
Una conversazione da uomo che, come direbbe lui “ha letto e viaggiato troppo”.
Dopo cena facciamo due passi nel parco, a Dafne lui era piaciuto, non ne capivo la ragione, sono sincero, forse mi turbava la differenza d’eta. Finita la cena decidemmo di passeggiare nel parco, ma lui trasgredí la regola che avevamo stabilito di non andare oltre le parole e, attirato dalla bellezza di lei esagerò con le proposte oscene, causando in Dafne forse un po’ di paura o forse in me… ancora questo non lo so.
Non capisco cosa esattamente mi aveva disturbato, forse tutta la situazione.
Alla fine ci siamo salutati e sebbene lui abbia poi tentato di ricontattarci io ho declinato le sue proposte di ulteriori incontri.
Qui devo dirvi un po’ di come è fatta Dafne.
È una ragazza bellissima con un corpo statuario, mora con degli occhi sicuri il nasino all’insù le labbra disegnate e sottili.
Lo spiego per giustificare l’insistenza del vecchio dopo averla vista. Un uomo della sua età, ma ancora vigoroso da una parte ed una donna cosi giovane dall’altra, come se non bastasse i miei dinieghi non hanno fatto altro che accrescere la sua libidine.
Il desidero del vecchio, lo rese più creativo di quanto immaginassi, cosi un giorno mi scrisse, che aveva pensato ad un gioco di ruolo nel quale lui mi offriva del danaro per Dafne.
Specificò che non era sua intenzione mancarci di rispetto con quella proposta, lui la vedeva come un gioco.
Di solito non racconto tutte le proposte a Dafne questa volta però le raccontai dell’ardire del vecchio e lei ne fu subito divertita e lusingata, purtroppo, lo ammetto, anche a me la cosa cominciava a piacere e a livello mentale l’idea si stava faceva largo nei miei desideri, non tanto per il danaro, ma per la simbologia che rappresenta di potere e di sottomissione “è un gioco della mente che può liberare molta energia” mi scrisse lui ed aveva ragione.
Non dirò la somma che mi offri, ma, lo ammetto non per avidità, ma per spingere quel gioco fino al limite, per venderla come si venderebbe una schiava al mercato rilanciai sulla cifra che avrebbe dovuto pagare, lui non esitò ad accettare le mie proposte “ricordati il danaro è un simbolo” mi scriveva.
A questo punto concordammo le regole dell’incontrro: fino nei dettagli, Dafne mise due veti: niente baci e niente sesso anale.
Lui scrisse che il sesso anale era una cosa che avrebbe voluto fare, ma Dafne intervenne direttamente nella discussione spiegando che quella era una cosa un po’complicata per lei che preferiva restasse nella coppia, però scrisse anche che si sarebbe potuto fare in un secondo incontro, posso immaginare che il bastardo non credesse ai suoi occhi leggendo una frase come quella, cosi allusiva a nuovi sviluppi inaspettati.
Venne finalmente il giorno: Dafne cominciò ad indossare la biancheria che aveva usato nelle foto, un completo bianco crema molto elaborato con dei lacci che le correvano sulla pelle abbronzata. Lui aveva chiesto di indossare la stessa biancheria che avevamo usato nella serie di foto pubblicate nell’annuncio.
Lo smalto delle unghie chiaro in tinta perfetta con il reggiseno e le mutandine. La vedo ancora avvicinare le labbra allo specchio per mettere il rossetto fiammeggiante di rosso sulle labbra. “Sono bella?” Ero senza fiato.
Le scarpe scollate con i tacchi alti anch’esse color crema. Una cascata di riccioli suri e sbarazzini le cadeva sul collo e sulle spalle.
Aveva scelto un tubino bianco e nero, molto elegante, con un tessuto sottile che la avvolgeva fino alle ginocchia.
Dafne quel giorno risplendeva di belezza.
Andammo da lui.
Ora che scrivo mi piace immaginare quello che dovette provare quell’uomo nel vederci arrivare e nel vedere lei.
Aveva organizzato lui l’albergo e ci stava aspettando ad un tavolino del bar davanti alla reception. Dopo i saluti ci sedemmo per bere qualcosa, lei seduta tra noi due le gambe accavallate il sorriso accattivante, questa volta lui non la toccava; ma I suoi occhi bruciavano di desiderio.
Poi mi passo la busta di raso con il danaro e le disse: “ora sei mia per un po’”. Lei sorrise.
Solo in quel momento egli allungò una mano sui fianchi di Dafne e percorse con una carezza sottile la sua schiena. Dafne mi disse poi, che sentì le sue dita scorrere delicate sui nastri del reggiseno.
“Brava… “ Commentò felice il vecchio e lei gli sorrise.
Salimmo in camera, il luogo era bello e ben arredato.
“Preparala” disse lui.
Avevamo concordato che l’avrei bendata e le avrei fatto indossare il collare.
Così bendai Dafne poi, mentre lui guardava, le sfilai il vestito e le allaccia il collare.
Fu un momento magico: il corpo di Dafne nel mezzo della stanza tremava di curiosità e di desiderio.
Magnifica ed arrendevole, era il suo giocatolo.
“Ora vendini queata bella schiva falla camminare in passerella come al mercato”.
Tirai allora Dafne per il collare e la feci cammniare lungo la stanza. Il fatto che fosse bendata rendeva i suoi passi più incerti e lenti, una insicurezza che al vecchio piacque molto.
“Ti piace? “ gli chiesi “hai visto come obbedisce? Guarda la sua pelle dorata, ha un culo duro come il marmo… vuoi toccarla?”
“Non ancora ragazzo. Avanti falla camminare a carponi… come una cagna” rispose.
Avevo detto al vecchio che avrebbe potuto usare il turpiloquio, che questo a Dafne sarebbe piaciuto cosi le ordinai di seguire i comandi del suo padrone e di camminare carponi mentre le tenevo il collare: “coraggio amore fai vedere come obbedisci, alza bene il culo mentre cammini faglielo diventare duro al tuo nuovo padrone”. Secondo i nostri accordi Dafne non aveva diritto di parola, doveva solo rispondere alle domande che le venivano poste. Erano dei giochi mentali messi appunto dal vecchio per dominarla.
Dafne pure non sapendo dove si trovava il suo avido vecchio aguzzino, si muoveva con studiata lentezza, inarcando perfettamente la schiena, le cosce si sfioravano l’una sull’altra, i seni tremavano morbidi nelle coppe di pizzo, le ginocchia strisciavano sul pavimento.
A questo punto il vecchio si alzò dalla poltrona e disse ad altra voce.
“Mi hai convinto ragazzo ora passami il collare”
Quel momento è stato fatale io: un giovane uomo con una ragazza bellissima, cedo il possesso della mia Dafne ad un vecchio porco, in più lo faccio in cambio di danaro ed ora lui la potrà montare come si monta una troia. A lei questo eccita molto ed anche a me devo riconoscerlo. In qualche modo Dafne ed io siamo soggiocati.
L’impungnatura del collare passa dalla mia alla sua mano, i nostri occhi si incontrano parlandosi una lingua misteriosa, vedo nei pantaloni dell’uomo, al quale affido Dafne, il gonfiore del pisello. So che ha un cazzo grosso e virile. Ma non imaginavo ancora le cose che sarebbero successe.
Lui accorcia subito la corda del collare roteando due giri intorno al polso. Ora Dafne si trova carponi davanti a lui.
“Vediamo un po’” dice, e si china su di lei, con la mano le stringe fa figa sotto il tessuto delle mutandine, mi guarda negli occhi con un ghigno beffardo.
“La tua puttanella è già bagnata, mi pare che le piaccia molto fare la troia che dici?”
Non risposi.
A questo punto la fece strisciare ai suoi piedi fino alla poltrona. Vedevo il culo meraviglioso della mia ragazza scivolare nella penombra. Il vecchio si sedette poi su una poltrona, lei era in ginocchio davanti a lui. Egli aprì la patta dei pantaloni ed il pisello non ancora completamente duro oscillò davanti alle labbra di Dafne come un bastone.
Lui disse con voce decisa e ferma: “Comincia a succhiare troia”.
Lei non se lo fece ripetere e schiuse le labbra sul grosso arnese, il vecchio le affondò allora una mano tra i capelli e le spinse tutto il cazzo in gola quasi a farla soffocare.
Quello che mi stupiva era la totale obbedienza della mia ragazza al vecchio lupo.
Mentre succhiava io contemplavo il suo culo tra le gambe dello sconosciuto.
Il vecchio dopo un po’ là fece sollevare tenedola per i capelli.
“Mettiti carponi sul letto”. Il cazzo, dopo essere stato ben succhiato e lucidato era duro e gonfio, si spogliò in fretta, Dafne era ancora bendata, la aiutai a mettersi sul letto offrendo le sue grazie allo sconosciuto. Lui le si avvicinò da dietro e, senza troppi complimenti spostò le mutandine e spinse tutto l’arnese infuocato nella fighettina, direi, fin troppo bagnata della mia ragazza.
La caravella del sesso cominciò a predndere il largo. Lui le teneva i fianchi e le cosce, lei cinguettava vogliosa. La montanva con autorità e dolcezza.
“Ti piace troia ?” Le chiese sentendola bagnata ed abbandonata ad ogni suo colpo.
Dafne rispose trasgredendo le regole, ovvero con una domanda; si rivolse a me non a lui :”Posso essere sincera?”
“Certo sii sincera…” risposi e lei disse.
“Ha un gran bel cazzo….”
Potete immaginare la reazione del vecchio che perdette ogni residuo controllo, mentre io impazzivo guardandoli.
Lui le allungò una mano sul collo: “Puoi averlo finché vuoi e dove vuoi se ti piace”.
Capii più tardi a cosa si riferiva: il lurido bastardo aveva un controllo perfetto sul suo pisello, avrebbe potuto montarla per molto tempo senza venire.
“Ora proviamo un altra posizione troia” ne avrebbe provate molte nel corso della serata, lui sudava come un maiale, d’altra parte l’unico muscolo allenato di tutta la sua carne doveva essere proprio il pisello, che però alla mia dolce ragazza sembrava piacere molto.
“Dai vieni sopra di me” le ordinò dopo essersi sdraiato sul letto”.
Dafne obbediva, era eccitata lo capivo da ogni cosa, lui poi le ordinò di farmi vedere come si infilava da sola l’uccello e così lei fece: prese il cazzo del vecchio, se lo puntò tra le cosce e ci scivolò sopra con grande naturalezza.
Lui le toccava ogni centimetro di pelle, la divorava con gli occhi, come disse poi: non si saziava mai. Lo aiutai a toglierle la benda ed il collare. I’uomo non accennava a smettere, ma capiva che Alice poteva stancarsi.
“Salimi in faccia puttanella” le chiese e così lei da sopra si avvicinò alla parete appoggiando le mani alla lettiera e stando sopra di lui che da sotto le leccava la figa.
“Che forte che sei” un altro complimento, non capivo, ero fuori di me, ma ora quelle immagini mi ritornano una dopo l’altra aumentando la mia eccitazione nel ricordo.
“Facciamo una pausa poi cambiamo posizione” disse ancora quel uomo insaziabile.
“Si disse lei… vuoi che beviamo un po’ di grappa”
Avevamo portato della grappa a lei piace bere durante il sesso, il vecchio ne rimase estasiato.
“Certo beviamo una grappa” rispose sorridendo. Lei trangugiò un bicchierino che le avevo versato , lui solo un sorso. Il bastardo la sapeva lunga, certo non aveva nessuna intenzione di ubriacarsi con una gazzella come Dafne nel letto.
“Coraggio attaccati al pisello con la bocca…” riprese puoi abbassandole il viso sul cazzo ancora bagnato.
Il mio angelo quasi soffocava e lui se la rideva ebbro di piacere.
A questo punto una nuova posizione e, per il vecchio, un nuovo trionfo.
La mise sotto: “prendi” le disse. Era il suo modo di fare, cominciò a montarla prima piano poi sempre più forte. Il vecchio, non sbagliava e si accorse presto che Dafne era calda e prossima all’orgasmo.
“Ti piace vero ?” Le chiese ed io, incredulo, la sentii rispondere con queste parole:
“Si mi tocchi un punto particolare molto bello”.
“Se vieni devi dire a lui: amore mio ti confesso che sono una gran troia”.
Il vecchio aumentava il ritmo dei colpi, poi rallentava… poi aumentava nuovamente, il rumore del sesso: quegli schiocchi o frustrate della carne contro la carne, riempivano la stanza come dei tamburi in una battaglia.
L’orgasmo di Dafne non è così immediato di solito, ma non avevo dubbi che il vecchio la teneva in pugno con il suo grosso viscido pisello piantato nella fighetta gocciolante.
Ad un certo punto lei mi guarda con uno sguardo che potrebbe essere di gratitudine o di vergogna e dice nervosa: “amore ti confesso che sono una gran troia!”.
Non pensavo lo fossi così tanto, pensai tra me e me eccitato e sconvolto.
Guardo la sua bellezza nelle mani di quel grasso animale. Non capisco cosa sto provando.
Un’altra pausa ed una ulteriore grappa per Dafne oramai soddisfatta sessualmente, lui si alza dal letto e va in bagno per rinfrescarsi, mentre esce lo guardo: ha il cazzo ancora duro, dalla fronte gli cadono grosse gocce di sudore.
Dafne è misteriosa beve la sua grappa e mi sorride, poi lui rientra in scena, beve anche lui un sorso di grappa e si butta sul letto.
“Non abbiamo ancora finito bellezza” le sussurra accarezzandole la schiena, lei con la mano comincia ad accarezzargli l’uccello in modo che io veda, sarà un po’ ubriaca, ma comincia ad essere sfrenata. Trasgredisce ancora le regole e sorridendo mi dice : “Mi piace la cappella più grossa del gambo, questo stacco è cosi eccitante… e poi questa bella inclinazione così verticale che mi tocca dentro”. Vi rendete conto cosa stavo ascoltando? In più dicendo queste cose guarda estasiata con le labbra socchiuse il pisello del vecchio che risponde come un serpente alle sue carezze.
“Con le mani ci sa proprio fare il tuo dolce amore”
dice lui guardandomi.
Poi se lo fa ancora un po’succhiare, la schiavizza, sento Dafne che ancora prende tutto il cazzo in bocca, lui non ha pietà le tiene la testa senza lasciarle modo di respirare.
Lo so che a lei piace così continuo a guardare lo spettacolo.
Si diverte troppo il bastardo la vuole montare ancora: ora la fa sdraiare sul letto a pancia in giù con il viso rivolto verso di me:
“Alza un po’ il culo… brava cosi”
Affonda il pisello tra le cosce di Dafne come in un vaso di miele e ricomincia, il sudore gli corre sulle tempie, ma la stanchezza non frena la sua libidine. A questo punto lo tira fuori e poi lo rimette e lo fa più di una volta ed ogni volta però, con diabolica malizia, lo strofina appena appena sul buchetto del culo di Dafne, che, come mi ha rivelato più tardi, sentiva nitidamente quella pressione. La prima volta” mi ha raccontato: “lo ha fatto quasi per sbaglio, poi ha capito che mi pieceva…”
Alla puttana questo fa impazzire ed ogni volta che sente la cappella scivolarle sul culo geme appena appena. “Mi sa che lo ha capito…”dice lei rivolgendosi a me e guardandomi piena di desiderio, accendendo così le più sordide libidini del suo amante.
Questa volta però lui non insiste e per soddisfarla o per aumentare in lei il desiderio le infila il pollice nel culo mentre la scopa.
“Posso montarti ancora per molto, ma se vuoi la sborra dillo puttana”. Le dice capendo che oramai lo spettacolo doveva giungere all’apoteosi.
Lei desiderava che lo sperma le schizzasse addosso e così arriviamo al gran finale.
Tra i patti avevo scritto al vecchio che a Dafne piaceva ricevere la sborra sul corpo, preferibilmente sul seno. Quindi lei si mise in ginocchio e tenendo le mani sotto le tette si offriva al suo orgasmo. Lui le sta davanti con il pisello duro e pronto, Io di lato non mi sarei perso un attimo, avrei filmato tutto per rivedere la scena mille volte ancora.
Furono attimi fuori dal tempo, lui non venne subito, ma se lo menò con vigore per tre o quattro minuti sbattendolo in faccia a Dafne che lo guardava in attesa offrendogli, come una serva, il seno giovane e fresco. Alla fine la voce del vecchio divenne in un ringhio, il pisello si gonfiò e dai coglioni prese lo slancio un primo fiotto di sborra che non cadde sul seno, ma venne spruzzato sulla spalla di Dafne che sospirò stupita, poi colarono gli altri fiotti questa volta sporcando le tette come piace a lei… dopo avere filmato tutto a me non rimase che pulire la mia ragazza dalla sborra e scrivere questo ricordo meraviglioso.
Che ne dite ci sarà un altro incontro?
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Vendo la mia ragazza ad un vecchio porco:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
